Dite la verità: quante foto avete scattato oggi col cellulare? Due, dieci, cinquanta? Ormai è un gesto automatico. Ma ci eravamo lasciati nel 1850, in un mondo dove per fare una foto dovevi essere un mezzo alchimista e rischiare quasi di saltare in aria con il cotone fulminante.

A un certo punto, però, qualcuno si è stancato di portarsi dietro carri e tende nere. Siamo nel 1888. Un tizio di nome George Eastman ha un’idea che sembra una follia commerciale: vuole togliere la fotografia dalle mani dei professionisti e darla in mano a... chiunque. Anche a voi. Nasce uno slogan che cambierà per sempre il nostro modo di vedere il mondo: 'Voi premete il bottone, noi facciamo il resto'. Io sono Tommy, e questo è L’Occhio e il Tempo.
George Eastman non inventa solo una macchina fotografica, inventa un sistema. La prima Kodak era una scatola di legno, semplicissima. La compravi, scattavi le tue cento foto e poi — ecco la genialità — rispedivi tutta la macchina alla fabbrica. Loro la aprivano, sviluppavano il rullino (sì, ha inventato pure quello!), ricaricavano la macchina e te la rimandavano indietro insieme alle tue stampe.

Per la prima volta, non dovevi più sapere nulla di chimica. La fotografia diventava un gioco, un ricordo, un hobby. Nascono gli 'istantanei', quelli che oggi chiameremmo influencer dell'Ottocento, che fotografano i picnic, i bambini che corrono, la vita vera. La fotografia scende dal piedistallo dell’arte e della scienza per entrare nelle tasche di tutti. Ma siamo sicuri che questa 'semplicità' non ci abbia fatto perdere qualcosa per strada?
George Eastman non ha solo creato un impero economico. Ha regalato a tutti noi il diritto di ricordare. Prima di lui, se non eri ricco o un mezzo scienziato, la tua vita passava senza lasciare tracce visive. 

Con la Kodak, per la prima volta, la storia siamo diventati noi: le nostre domeniche al mare, i sorrisi sfocati, i momenti banali che però, col tempo, diventano tesori. Ma c'è un risvolto della medaglia. Rendendo tutto così facile, abbiamo iniziato a dare meno valore a ogni singolo scatto? Forse è proprio qui che sono nate le radici del caos digitale in cui viviamo. Per oggi il nostro caffè finisce qui. Su questa pagina potete vedere le prime foto Kodak della storia: sono piccole, rotonde e bellissime nella loro imperfezione.

Io sono Tommy, e questo era L’Occhio e il Tempo. Nella prossima puntata... beh, nella prossima puntata il mondo diventa a colori. Ma non è stato facile come sembra. Ci sentiamo alla prossima!"

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