Vi ricordate il dagherrotipo? Quella lastra di metallo pesante, che sapeva di mercurio e vapori di iodio. Era lo 'specchio con la memoria': un oggetto unico, fragile, quasi un amuleto. Se lo facevi cadere, il ricordo si rompeva per sempre. Possedere un dagherrotipo nel 1839 significava possedere un pezzo d'anima, un miracolo chimico irripetibile.
Ma cosa succede quando il miracolo... diventa tascabile? Immaginate di poterlo infilare in un taschino o di lasciarlo sul vassoio all'ingresso di casa di un amico, come un semplice pezzo di carta.
Oggi esploriamo il momento esatto in cui la fotografia smette di essere un rito per pochi... e diventa la nostra prima, vera, ossessione collettiva. Benvenuti nella Cardomania. Io sono Tommy, e questo è L'Occhio e il Tempo.
Siamo a Parigi, è il 1854. In Boulevard des Italiens c’è uno studio fotografico che sta per diventare il centro del mondo. Il padrone di casa si chiama André-Adolphe-Eugène Disdéri.
Disdéri non è solo un fotografo. È un uomo d’affari, un visionario che capisce una cosa fondamentale: se la fotografia vuole davvero vincere, deve smettere di essere un lusso per pochi e diventare un’abitudine per molti.
Ma come si abbattono i costi di un miracolo?
Inventa una macchina fotografica strana. Non ha un solo obiettivo, ma quattro... o a volte otto. Immaginatela come un grande occhio di insetto fatto di ottone e vetro. Grazie a questa macchina, Disdéri non scatta più una sola foto per ogni lastra d’argento o di vetro. Ne scatta otto, tutte insieme, o in rapida successione.
Con un solo gesto, il costo di produzione crolla. In un colpo solo, Disdéri trasforma la fotografia in un prodotto in serie. Nasce il formato Carte de visite: un rettangolo di carta e cartoncino grande quanto un moderno IPhone, che costa pochissimo ed è incredibilmente leggero.
Ma la vera svolta arriva nel 1859. Immagina Napoleone III — sì, proprio l'imperatore — che sta andando in guerra in Italia. Passa davanti allo studio di Disdéri, si ferma, scende dalla carrozza e dice: 'Voglio farmi il ritratto'.
Ti puoi immaginare il caos? Un imperatore che si mette in posa per una foto tascabile. Da quel giorno Parigi impazzisce. Nasce la 'Cardomania'. La gente inizia a collezionare foto di tutti: l'attore famoso, il politico, il vicino di casa... È l'inizio di tutto quello che facciamo oggi con lo smartphone, solo che loro avevano il vapore e le lastre al collodio.
Quindi, la prossima volta che scorrete il vostro feed o che vi fate un selfie veloce per una storia... pensate a Disdéri.
Pensate a quel pezzetto di cartoncino che ha trasformato un miracolo chimico in un rito collettivo. Senza quella 'Cardomania', senza quel bisogno di dire 'io ero qui e voglio che tu mi veda', probabilmente oggi non avremmo nemmeno lo smartphone in tasca.
La fotografia è nata come uno specchio magico, ma è diventata grande grazie alla nostra voglia di restare in contatto.
Per questa settimana è tutto. Spero che questa chiacchierata vi sia piaciuta.
Noi ci sentiamo alla prossima puntata... dove vedremo come la fotografia ha smesso di essere solo 'un biglietto da visita' per iniziare a raccontare la verità (o quasi).
Io sono Tommy, e questo era L'Occhio e il Tempo. Ciao!