Chiudete gli occhi per un secondo. Pensate a una foto della vostra infanzia. Magari una di quelle degli anni '80, con i colori saturi, l’erba troppo verde e il cielo di un blu che oggi sembra quasi finto.
Per noi il colore è scontato, ma per quasi un secolo il mondo è stato intrappolato nel grigio. Eppure, fin dal primo scatto, abbiamo cercato disperatamente di rubare i colori alla natura.
Oggi vi racconto come due fratelli famosi per il cinema... e qualche milione di granelli di patata, hanno acceso la luce.
Io sono Tommy, questo è L’Occhio e il Tempo e oggi vi porto dentro i nostri primi... Sogni a colori.

Auguste e Louis Lumière

Tutti conosciamo i fratelli Lumière per aver inventato il cinema. Ma la loro vera ossessione era il colore. Nel 1903 brevettano l’Autochrome.  E qui la storia si fa incredibile: sapete cosa hanno usato per filtrare la luce? L’amido di patata.
Milioni di piccoli granelli di patata tinti di rosso, verde e blu che, visti tutti insieme, creavano immagini che sembrano quadri impressionisti. Non era una foto nitida come quelle di oggi, era un sogno granuloso. Ma era il primo, vero mondo a colori.

Natura morta ottenuta con la tecnica dell'autocromia, circa 1912-1920.

Katherine Stieglitz, circa 1910.

Per trent’anni è stato l'unico modo per vedere il mondo com'era davvero. Finché, negli anni '30, due musicisti (sì, ancora la musica che torna!) hanno inventato la Kodachrome nei laboratori Kodak, rendendo il colore perfetto, nitido e.… immortale.
Passare al colore non è stata solo una questione tecnica. È stato cambiare il modo in cui ricordiamo. Il bianco e nero è epico, distante. Il colore invece è vicino, è caldo, è... casa.
Vi lascio qualche esempio delle prime Autocromie: sembrano dipinti usciti da un sogno bellissimo, ditemi se non vi fanno venire voglia di tuffarvi dentro quegli anni.
Per oggi il caffè è finito. Ci sentiamo alla prossima puntata, dove vedremo come la fotografia ha iniziato a correre... e a diventare 'piccola'. Ciao!

Autocromia del Taj Mahal riprodotta in The National Geographic Magazine, marzo 1921

Anna Iwaszkiewicz e Maria Wysocka, Polonia, 1909

I granelli di fecola colorati in una lastra Autochrome (foto ingrandita)

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